Venafro
| VENAFRO E’ la porta del Molise per chi viene da ovest e una delle città più importanti, ricca di bellezze storico-artistiche. L’abitato è circondato da campi di ulivo, con piante secolari da cui è prodotto un olio di qualità, citato anche dai grandi scrittori latini: Varrone, Plinio il Vecchio, Strabone, Orazio, Marziale e Giovenale. Ancora oggi la qualità della produzione è unanimemente riconosciuta e consente a Venafro di far parte dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio. Al periodo romano risalgono i resti dell’antico teatro e, nel complesso di edifici, da secoli chiamato “Verlasce”, è ancora riconoscibile l’antico anfiteatro, alle cui strutture originarie sono stati sovrapposti corpi di fabbrica medioevali e seicenteschi (piccole stalle con il ricovero per gli animali e gli attrezzi a piano terra e il fienile al piano superiore). La cittadina nel corso dei secoli si è estesa seguendo il tracciato cardo-decumanico romano. Da vedere i molti edifici religiosi (basilica di San Nicandro, Cattedrale, chiesa di Cristo e dell’Annunziata) e La visita di questa importante città si può concludere nello splendido scenario delle acque del fiume Volturno presso l’oasi WWF Le Mortine, dove ammirare uno suggestivo bosco idrofilo e molte specie di uccelli tra cui anatre, oche e aironi. Da vedere Castello Pandone Il nucleo originario è costituito da una fortificazione megalitica trasformata intorno al X secolo nel mastio quadrato longobardo. Successivamente nel XIV secolo vennero aggiunte le tre torri circolari e una braga merlata. Nel XV secolo con il dominio dei Pandone iniziò lo scavo di un fossato difensivo, mai terminato, e vennero realizzati nuovi ambienti che lo trasformarono in una residenza rinascimentale. Furono aggiunti un giardino all'italiana con una piccola cappella, un loggiato e decorati gli ambienti interni. Proprio questi affreschi rappresentano la maggiore attrattiva per il visitatore. La scelta di rappresentare dei cavalli è dovuta alla passione che il signore dell’epoca Enrico Pandone nutriva per questi animali. Alla singolarità del soggetto però si aggiunge anche l’unicità della tecnica utilizzata per la loro realizzazione. Uno degli affreschi più belli è quello che si trova nella sala dei cavalli da guerra. Rappresenta il cavallo San Giorgio, donato da Enrico Pandone all’imperatore Carlo V nel 1522.
Oasi WWF Le Mortine L’oasi si estende per Tutta l’area è collocata su alcune importanti rotte migratorie e per questo è frequentata da parte della tipica avifauna delle zone umide. Numerose sono le anatre (Germano reale, Moriglione, Fischione, Marzaiola, Alzavola, Mestolone, Moretta, Codone), rara invece è l’Oca selvatica e l’Airone rosso. Tra i rapaci più frequenti il Nibbio bruno e Link http://web.tiscali.it/oasilemortine www.comunitamontanavolturno.it
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